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venerdì 28 ottobre 2016

King Crimson - In the wake of Poseidon, 1970

Chi intese sminuire il valore di questo disco accusandolo di essere un assemblaggio degli scarti del precedente, seminale In the court of the Crimson King, risalente a sei mesi prima, in realtà finì per rivolgergli un involontario complimento; sempre che quest'opinabile accusa fosse fondata. Un ideale lato-B dell'album d'esordio? Ad avercene, di questi tempi, di dischi del genere!
Pictures of a city è la brutta copia di 21st century schizoid man? Bene! Cadence and cascade ripete simmetricamente il rallen-

giovedì 28 aprile 2016

King Crimson - Discipline, 1981

Il Re Cremisi era sempre rimasto sul proprio trono cambiando pelle tante volte, fino alla sua ultima formazione-incarnazione. In un certo senso i King Crimson non erano mai esistiti come band: erano una sorta di composto chimico altamente volatile e instabile, il cui unico elemento fisso era Robert Fripp, cervello e cuore, con il suo estro controllato e razionale, a tratti ossessivo e sempre dittatoriale, le sue sperimentazioni chitarristiche senza limiti, la sua riserva-

lunedì 18 gennaio 2016

King Crimson - In the court of the Crimson King, 1969

Qualcuno ha detto che se il pop racconta che va tutto bene e ha la funzione di puro divertissement, di diversione rispetto ai problemi, cioè ci invita a guardare da un'altra parte e a rilassarci, il rock fa l'esatto opposto, punta il dito contro le innumerevoli storture della realtà contemporanea, svolgendo un ruolo non disprezzabile nel nutrire la nostra mente sempre più affamata di verità e bellezza - che sono poi la medesima cosa.
Naturalmente non è solo il rock a farlo: anche la buona letteratura e il buon